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Il biossido di cloro trova
sempre più vasti campi d’applicazione per la nota efficacia ossidante e per
la facilità di produzione della sua soluzione acquosa nel luogo di
applicazione. La reattività del biossido di cloro con i composti organici
spiega la maggior parte delle applicazioni tecniche. La conoscenza del prodotto,
anche se oggi largamente impiegato, deve essere messa a disposizione di una
più larga schiera di tecnici. Sono cadute le impressioni errate secondo le
quali il biossido di cloro ed il clorato di sodio sono spontaneamente
esplosivi in presenza di corpi organici. Questa considerazione appare
giustificata per gli ossidi allo stato puro o per il clorito solido.
Tuttavia, secondo l’esperienza acquisita, le reazioni delle soluzioni di
biossido di cloro con i composti organici solubili non presentano maggiore
pericolo di quello che si può aspettare nella chimica organica in generale. |
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Prevenire la trasmissione delle
malattie; |
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Interrompere la catena infettiva; |
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Dare all’acqua nelle reti di
distribuzione una capacità disinfettante per un periodo ragionevole di tempo. |
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Il biossido di cloro si è
rivelato un disinfettante molto idoneo, con caratteristiche di permanenza
disinfettante, di azione rapida nei confronti dei micro – organismi patogeni.
L’alta efficacia del prodotto induce ad adottarlo anche nella disinfezione
dei liquami trattati prima dello sversamento in pubblica fognatura o altro
corpo ricettore. |
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APPLICAZIONI DEL BIOSSIDO
DI CLORO |
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Per le sue energiche proprietà
ossidanti il biossido di cloro viene usato con successo per il trattamento
delle acque nei seguenti casi: |
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Eliminazione dei cattivi odori e
sapori; |
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Sterilizzazione delle acqua di
consumo, di piscine e per l’industria; |
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Eliminazione dei residui
fenolici; |
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Distruzione delle alghe; |
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Distruzione dei composti
riducenti (idrocarburi, composti solforati,…); |
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Ossidazione dei metalli pesanti
(ferro, manganese,…). |
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Il biossido di cloro viene
attualmente utilizzato nel trattamento dell’acqua per la potabilizzazione. I
suoi impieghi principali sono: |
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Disinfezione delle acque di
pozzo, acque superficiali e acque di falda come trattamento finale in rete |
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Ossidazione dei composti
organici, ferro, manganese, acidi umici, ecc. |
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Come disinfettante ebbe il suo
battesimo negli Stati Uniti nel 1944, ove fu adottato alle Cascate del
Niagara e ora è utilizzato in centinaia di stazioni in tutto il mondo, dalle
acque del Po di Torino a quelle del Modenese (San Gallo), dalla Mosa di
Tailfer in Belgio alla Senna di Parigi, dalle acqua sotterranee di Basilea
alle acque del lago Lemano. Non solo le acqua di pozzo o sotterranee vengono
disinfettate con biossido di cloro, ma anche le acque di superficie, dopo il
trattamento finale con ozono, sono trattate vantaggiosamente con ClO2
il quale assicura un’azione battericida nella rete per parecchio tempo.
Infatti una caratteristica del biossido di cloro è la permanenza nell’acqua
fino a 48 ore, oltre alla nota rapidità d’azione sui batteri. |
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In Italia l’Acquedotto di Torino
fin dal 1958 usa in preclorazione il biossido di cloro per il trattamento di
sostanze organiche aromatiche, unitamente al cloro al “break-point”. L’azione
dei due prodotti è probabilmente sinergica e risulta essere il trattamento
migliore dell’acqua alla presa in fiume. |
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A seguito di prove effettuate,
l’Acquedotto di Chioggia ha deciso di iniettare anche il ClO2,
unitamente al cloro già impiegato al break-point, nell’acqua dell’Adige,
ottenendo miglioramenti sostanziali nelle qualità organolettiche dell’acqua finale,
la quale è poi disinfettata dopo la filtrazione e prima dell’immissione in
rete con piccole quantità di biossido di cloro. Miglioramenti sostanziali dal
punto di vista batteriologico sono stati riscontrati dall’Acquedotto di
Firenze con l’immissione di biossido di cloro anche alla presa dell’Arno. |
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È certo che la potabilizzazione
di un’acqua superficiale deve consistere in varie operazioni (pretrattamento,
flocculazione, ozonizzazione, carboni attivi…), le quali devono essere
adottate tutte o in parte e armonizzate fra di loro in funzione della qualità
dell’acqua disponibile, delle sue variazioni stagionali, dei picchi
d’inquinamento. |
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Nella stazione di Saint Gall
l’acqua, dopo la doppia filtrazione, l’ozonizzazione ed il passaggio su carbone
attivo, è trattata con ClO2 per impedire la riproliferazione dei
germi in rete di distribuzione. |
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È necessario aggiungere che nel
corso dell’impiego in preclorazione nelle acqua superficiali, l’ossidazione
del ferro e del manganese è completa; può non esserlo nel caso di alcune
sostanze organiche, ma i prodotti ossiclorati risultanti si formano in
quantità talmente esigue da non presentare pericoli di tossicità; esse
possono essere facilmente eliminate con i trattamenti ulteriori e, in certi
casi, anche per fotolisi. |
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