- CENTRALI TERMICHE -

Gli impianti di produzione di vapore, generatori a tubi di fumo, a tubi d’acqua, a produzione rapida, per citarne alcuni, sono presenti in molte attività produttive dove il vapore prodotto viene destinato agli usi più vari in funzione di caratteristica di produzione, pressione d’esercizio e caratteristiche dell’acqua. Le caratteristiche dell’acqua d’alimento ai generatori di vapore possiedono requisiti particolari e diversi da quelli delle comuni acque d’approvvigionamento. Per il corretto esercizio di un generatore di vapore risulta fondamentale avere un opportuno sistema di pretrattamento dell’acqua d’alimento, che può prevedere varie soluzioni (clorazione al break point, filtrazione, osmosi inversa, demineralizzazione, degasazione, ecc.). L’obiettivo principale è esercire i generatori di vapore assicurandosi che i parametri chimici e fisici dell’acqua d’alimento non superino i limiti di legge, evitando di subire il declassamento degli impianti. In secondo luogo è importante ottimizzare i costi di gestione degli stessi, considerando i costi d’esercizio come il combustibile impiegato o la manutenzione ordinaria, fino alla manutenzione straordinaria con fermo produzione, situazioni, queste ultime che possono risultare particolarmente onerose da affrontare.

Dunque è importante potere alimentare i generatori di vapore con acqua dotata di principali requisiti:

  • limitata concentrazione salina: ciò consente di esercire la produzione del vapore con il minor numero di spurghi (“blowdowns”), senza innescare problemi di sporcamento e/o corrosione delle superfici di scambio termico;

  • temperatura ottimale: 80 ÷ 90 °C, riducendo la concentrazione d’ossigeno disciolto, responsabile delle corrosioni per “pitting”.

La moderna tecnologia dei formulati chimici condizionanti consente di ridurre gli spurghi intervenendo sul problema dei depositi incrostanti e sulla protezione delle superfici di scambio termico dai fenomeni corrosivi. Nelle attività industriali in cui viene recuperata la condensa e miscelata nell’acqua d’alimento ai generatori di vapore, come nelle lavanderie industriali, è fondamentale condizionare anche il vapore prodotto, al fine di evitare la condensazione acida per reazione a temperatura tra l’anidride carbonica e l’acqua, con produzione di acido carbonico. Tale fenomeno è responsabile delle corrosioni sulla rete vapore – condensa, che inquinano le condense recuperate d’ossidi di ferro. Una scorretta gestione dei generatori di vapore aggrava quotidianamente i costi d’esercizio, e nel tempo può risultare oneroso intervenire per manutenzione straordinaria. Spesso è necessario sottoporre i generatori di vapore a lavaggi chimici disincrostanti – decapanti. Oltre al costo dell’intervento, per il quale serve la professionalità di specialisti del settore e l’ausilio della “chimica fine” per il buon esito del lavoro, non tutte le aziende possiedono un secondo generatore d’emergenza, col danno di fermo attività produttiva. Oggi quest’ultimo aspetto risulta il più gravoso in termini economici. Un mercato sempre più competitivo non permette di non assolvere le commesse.